Massa Lombarda - Guida Turistica

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Chiesa arcipretale della Conversione di San Paolo
Fu costruita tra il 1528 e l’aprile del 1537 sulle rovine di una chiesa più antica, esistente fin dall’XI secolo. Il progetto – secondo lo storico massese Luigi Quadri – fu dell’architetto milanese Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino (Milano 1465-1530). La chiesa, un bell’esempio di architettura romanica in severo stile basilicale, è a tre navate. Già nel 1576 divenne chiesa arcipretale. Francesco d’Este la abbellì con due dipinti: la “Conversione di San Paolo” di Filippo Sebastiani, detto il Bastianino (Ferrara 1532-1602) e “La Risurrezione di Cristo” di Benvenuto Tisi, detto il Garofalo (Ferrara, 1481-1559). Nel 1580 venne eretto sopra l’ingresso della chiesa un portico a quattro colonne. Nell’Ottocento si effettuarono i primi lavori di restauro: il campanile fu riscostruito a pianta quadrata e fu portato dagli originali 26,30 metri agli attuali 37,39 metri. La ristrutturazione della chiesa terminò nel 1842. Il Vescovo di Imola che la consacrò fu Giovanni Maria Mastai Ferretti, che nel 1846 diventerà Papa col nome di Pio IX. Nel 1932 venne abbattuto il porticato che sovrastava l’ingresso principale.
Chiesa di San Salvatore
Sorta nel 1763 su una chiesa del Seicento, è un piccolo gioiello d’arte. L’interno è opera del celebre architetto imolese Cosimo Morelli, l’esterno del massese Zaccaria Facchini. La chiesa è stata recentemente restaurata.
S.MARIA DEL CARMINE
Costruita dai frati Carmelitani nel secolo XVII con annesso convento divenne ben presto uno dei massimi centri dell'ordine Carmelitano per tutta la regione romagnola. Con la soppressione Napoleonica, chiesa e annesso convento rimasero privi dei religiosi e il culto fu affidato al clero locale che condusse la Chiesa fino agli eventi bellici del 1945. È di particolare interesse artistico ed è considerata, tra le chiese erette dai Carmelitani, tra i più belli esempi di architettura barocca.  Era fiancheggiata dal campanile andato distrutto per eventi bellici. Attualmente non è più adibita a funzioni religiose, ma viene utilizzata per manifestazioni culturali, quali spettacoli teatrali, concerti e mostre. Lasciando il centro abitato, si possono raggiungere due piccoli santuari di campagna, ai quali Massa Lombarda è particolarmente legata.
IL SANTUARIO DELLA B.V MARIA DEL TREBEGHINO DETTA DELL'OPPIO
Situata in zona rurale, purtroppo non se ne conoscono le origini esatte. L’edificio è però già menzionato fin dal 1629  e, in ogni caso, è certamente fra i più antichi luoghi di culto in Massa Lombarda. Detta anche Chiesa dell’Oppio, dal nome del fondo rurale su cui è sorta. Si racconta che un contadino, arando il proprio campo, inciampasse nella piccola immagine di Madonna con il Bambino, la raccogliesse, la pulisse con cura  e la appoggiasse sopra un grosso albero di oppio (acero campestre) che si trovava proprio sul crocevia dove oggi sorge la chiesetta. Essendo domenica, il contadino giudicò il ritrovamento come un segno divino e lasciò il campo per recarsi ad assistere alla S.Messa. La leggenda narra che il contadino al suo ritorno trovo il campo arato e pensò si trattasse di un miracolo. Si è sviluppato poi nel tempo un forte culto mariano, come testimoniano le tavolette votive e l’istituzione della “Pia Unione della B.V dell’Oppio” le cui adepte partecipavano al “bene che si nell’Oratorio”. L’edificio presenta una struttura semplice ad aula, con volta nel presbiterio e capriate a vista nella parte restante. E’ stato oggetto di un recente ed importante progetto di restauro, coordinato da un comitato cittadino che si è costituito per questo scopo.
La piazza, il Municipio e la Torre dell’orologio
La piazza centrale di Massa Lombarda è piazza Matteotti, racchiusa tra palazzi storici e dominata dalla Torre dell’orologio. La Torre è più antica del Palazzo Comunale di due anni. Fu terminata nel 1756 su progetto di Cosimo Morelli, di cui è anche considerata la prima opera certa con la sua firma. Posta a un angolo della piazza centrale, sostituiva una torre più antica che fungeva anche da prigione. Nel 1758 fu avviata, sempre su disegno del Morelli, la ristrutturazione del Municipio, l’ex Casa della Comunità, già esistente nel Cinquecento. Il prospetto del palazzo, sito sul lato nord della piazza centrale, è costituito da un portico a cinque arcate. Sulla facciata compaiono quattro finestre, sovrastate al centro da una nicchia con una statua della Madonna incoronata. Fin dai tempi degli Estensi il Consiglio comunale si radunava nella rocca (a Lugo è ancora così). Dal 1748 si riunisce nel Palazzo comunale.
IL MUSEO CIVICO "C.VENTURINI"
Il Museo intitolato al concittadino Carlo Venturini fu inaugurato nell'aprile del 1990. La realizzazione del Museo Venturini corona con successo un lungo lavoro che ha visto impegnati l'Amministrazione Comunale e l'Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia -Romagna. Il Museo permette di dare una collocazione permanente alla preziosissima raccolta che il dottor Venturini lasciò al Comune di Massa Lombarda oltre cento anni fa. La figura di Carlo Venturini per la storia e la cultura massese riveste un ruolo di tutto rilievo, non solo perché al suo nome si lega l'esistenza della Biblioteca Comunale che trae origine proprio da un nucleo librario appartenuto al Venturini, ma anche perché la sua collezione rappresenta un esemplare spaccato delle vicende, criteri e motivazioni ideologiche che animarono il collezionismo antiquario ottocentesco. Una vita intensa e movimentata, quella del Venturini, con frequenti spostamenti fra un città e l'altra per esercitare la professione di medico e per l'attività diplomatica onoraria. L'associazione a diverse Accademie e Società Scientifiche e Culturali, una fitta rete di contatti con studiosi e diplomatici, le numerose onorificenze assegnategli da vari governanti concorrono a delineare una figura di filantropo e collezionista originale, e nello stesso tempo culturalmente consapevole, che instancabilmente raccoglie oggetti e documenti d'arte e archeologia, reperti naturalistici e libri con l'intento di farne un Museo da "offrire poi, come seguito di provata affezione alla patria [...] carissima Massa Lombarda". La collezione presenta caratteristiche di grande varietà e eterogeneità; unisce infatti nuclei omogenei di materiali, come quelli archeologici e naturalistici, ad oggetti strani e curiosi. Di notevole interesse e pregio anche la collezione di circa 8000 volumi, che oggi costituiscono il Fondo Antico conservato presso i locali della Biblioteca, tra cui si trovano testi antichi e preziosi, sui quali converge l’interesse di tanti studiosi  a livello nazionale e internazionale.  Visite su appuntamento tel: 0545/985831
LA PINACOTECA COMUNALE
Il Comune di Massa Lombarda custodisce una ricca collezione di opere grafiche e pittoriche costituita grazie all'interesse di collezionisti, artisti ed istituzioni soprattutto massesi che hanno valorizzato nel tempo il prezioso nucleo di opere del pittore Gian Battista Bassi, la cospicua donazione del medico Carlo Venturini, le rinomate tele di Angelo Torchi ed alcune interessanti opere provenienti da enti religiosi. La maggior parte delle opere risalgono al XIX e XX secolo, ma sono presenti anche alcuni pezzi più antichi del ‘600-‘700.  Visite su appuntamento tel: 0545/985831
IL MUSEO DELLA FRUTTICOLTURA "A.BONVICINI"
Per visite guidate contattare l'ufficio Cultura- Tel. 0545/985831
Massa Lombarda, "capitale" italiana della frutticoltura: questa la consacrazione che venne sancita nel 1927 quando la città ospitò la Seconda Esposizione Nazionale ed il Congresso Nazionale di Frutticoltura. Questa attività è stata quella che ha caratterizzato lo sviluppo economico di Massa Lombarda fino ai giorni nostri e attraverso ad essa si sono sviluppati altri settori, principalmente l'industria di trasformazione, l'artigianato, la cooperazione, i magazzini ortofrutticoli. A metà degli anni '70 nasce l'idea di raccogliere questo grande patrimonio di storia, tecnica agraria in una struttura permanente che viene individuata in una vecchia casa colonica denominata "Cà rossa" che, opportunamente ristrutturata, darà vita al centro di documentazione sulla storia dell'agricoltura e della frutticoltura della Bassa Ravennate, denominato più brevemente Museo della Frutticoltura e intitolato ad Adolfo Bonvicini, figura fondamentale dello sviluppo della frutticoltura massese. Il Museo sorge in Via Amendola ed è ora incorporato nel recente sviluppo urbanistico di Massa Lombarda e pertanto lo spazio cortilizio viene utilizzato anche per le manifestazioni culturali estive. Entrando nel Museo, a pianterreno sono sistemati, corredati da testi esplicativi, gli oggetti tradizionali della casa e del lavoro rurale. La mostra ricostruisce la storia della "rivoluzione" agricola iniziata a Massa Lombarda tra '800 e '900. Si comincia con la trasformazione del territorio attraverso la bonifica, poi sono affrontati i temi dell'unità poderale, della famiglia e della società contadina, passando attraverso i patti agrari e le lotte sociali sviluppatesi a cavallo del '900. Una sottosezione è dedicata ai principali processi produttivi dell'economia basati sull'autoconsumo, come il pane, il vino, la canapa. Al pianterreno sono pertanto esposti molti attrezzi, del lavoro contadino ma anche oggetti della vita di tutti i giorni con l'intento di ricreare l'ambiente della casa contadina di un tempo: il focolare, la caparèla appesa all'ingresso, una bicicletta d'epoca, gli attrezzi del passato come l'aratro per la risaia, dei singolari "trampoli" per vendemmiare e potare, il "filarino", la gramolatrice e tanti strumenti esposti in modo suggestivo.  Al piano superiore si trova la sezione di maggior interesse del museo, quella dedicata alla frutticoltura con la presenza di notevole materiale iconografico e scritto. Si ripercorre la storia della frutticoltura di Massa Lombarda sin dai primi impianti di pesco risalenti al 1905 con le iniziative dell'agronomo Bellocci e del proprietario locale Adolfo Bonvicini. L'attività si sviluppa nel periodo tra le due guerre con una sorta di crescita monoculturale (frutteti di peschi, meli, peri, susini) e con la nascita di attività industriali legate alla frutticoltura: segheria per la produzione di imballaggi di legno, macchine irroratrici e disinfettanti, macchine selezionatrici (è presente uno splendido modello di questo tipo, in scala 1 a 4, costruito nel 1924), magazzini per la selezione ed il confezionamento del prodotto, fabbriche per le conserve alimentari (marmellate "farina di frutta", conserve e dal 1922-23 i primi succhi di frutta). Il relativo catalogo, corredato da circa 200 foto, illustra l'esposizione e i molteplici temi connessi alla frutticoltura e agricoltura e contiene scritti del Prof. Giancarlo Monari, del Prof. Fiorenzo Landi, del Prof. Alberto Guenzi, del Prof. Lucio Gambi e di Sergio Nardi.